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Piano Nazionale Alcol e Salute (2007-2009)
Il Piano nazionale alcol e salute, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 29 marzo 2007, è finalizzato a promuovere in maniera coordinata in tutte le Regioni le attività di prevenzione e presa in carico dei problemi alcolcorrelati.
Il Piano ha valenza triennale (2007-2009) e si prefigge 10 obiettivi da raggiungere attraverso azioni strategiche in collaborazione con le Regioni e con il coinvolgimento di varie strutture e soggetti del sistema sanitario nazionale: dipartimenti delle dipendenze, servizi alcologici regionali, dipartimenti salute mentale, medici di famiglia, associazioni di mutuo soccorso e volontariato, asl e ospedali. Ma un ruolo particolare assume anche la collaborazione con il mondo della scuola e dello sport, i sindacati, i centri ricreativi per gli anziani, le Forze dell’Ordine e le imprese del settore.
Gli interventi sono articolati in 8 aree strategiche:
- Informazione /educazione
- Bere e guida
- Ambienti e luoghi di lavoro
- Trattamento del consumo alcolico dannoso e dell’alcoldipendenza
- Responsabilità del mondo della produzione e distribuzione
- Capacità sociale di fronteggiare il rischio derivante dall’uso dell’alcol
- Potenzialità delle organizzazioni di volontariato e mutuo aiuto e delle organizzazioni non governative
- Monitoraggio del danno alcolcorrelato e delle relative politiche di contrasto.
Ogni area prevede specifici target ed alleanze con diversi attori pubblici e privati coinvolti nelle attività correlate (scuola, imprese, esercizi commerciali ecc.).
Ecco i 10 obiettivi del triennio:
- Aumentare la consapevolezza del rischio connesso con il consumo delle bevande alcoliche nella popolazione generale e in alcune fasce di popolazione particolarmente esposte (anziani, giovani, donne), nonché il sostegno a favore delle politiche di salute pubblica finalizzate alla prevenzione del danno alcolcorrelato
- Ridurre i consumi a rischio (e in particolare quelli eccedentari e al di fuori dei pasti) nella popolazione e in particolare nei giovani, nelle donne e nelle persone anziane
- Ridurre la percentuale dei giovani minori di 18 anni che assumono bevande alcoliche, nonché l’età del primo contatto con le stesse
- Ridurre il rischio di problemi alcolcorrelati che può verificarsi in una varietà di contesti quali la famiglia, il luogo di lavoro, la comunità o i locali dove si beve
- Ridurre la diffusione e la gravità di danni alcolcorrelati quali gli incidenti e gli episodi di violenza, gli abusi sui minori, la trascuratezza familiare e gli stati di crisi della famiglia
- Mettere a disposizione accessibili ed efficaci trattamenti per i soggetti con consumi a rischio o dannosi e per gli alcoldipendenti
- Provvedere ad assicurare una migliore protezione dalle pressioni al bere per i bambini, i giovani e coloro che scelgono di astenersi dall’alcol
- Aumentare la diffusione dei metodi e strumenti per l’identificazione precoce della popolazione a rischio.
- Aumentare la percentuale di consumatori problematici avviati, secondo modalità adeguate alla gravità dei problemi, al controllo dei propri comportamenti di abuso, con particolare riferimento ai giovani
- Garantire l’adeguamento dei servizi secondo le previsioni della legge 125/2001 e aumentare la qualità e la specificità dei trattamenti nei servizi specialistici per la dipendenza da alcol.
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