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Doc. Internazionale
piano azione europeo sull'alcol PDF Stampa E-mail
Scritto da Lisa Nadir   

Piano d’Azione Europeo sull’Alcol -

Le aree-chiave e gli strumenti per un’azione nazionale


Strategie nazionali e locali e piani d’azione
Mentre una politica sull’alcol può dar luogo ad iniziative ai vari livelli nella società, il bisogno di coordinare le strategie e gli sforzi nazionali è evidente. È importante stabilire una strategia nazionale sull’alcol e un piano di azione a livello nazionale e/o a livello specifico in ogni Stato Membro. Inoltre ci vuole l’infrastruttura e la capacità necessaria per implementare misure efficaci e con un buon rapporto costi-benefici, e anche misure per il monitoraggio ed il prosieguo (follow-up) rispetto al piano d’azione. Gli Stati Membri sono chiamati a sviluppare o rivedere le loro strategie nazionali e i loro piani d’azione, tenendo conto della mèta e degli obiettivi di questo nuovo Quadro.
Le dieci aree d’azione ed i risultati ottenuti dal Piano d’Azione Europeo sull’Alcol, continuano ad essere di importanza capitale per l’implementazione di politiche nazionali sull’alcol e dovrebbero essere visti come parte integrante del Quadro. Queste aree sono:
• educazione ed informazione;
• luoghi di lavoro pubblici e privati;
• alcol e guida; disponibilità delle bevande alcoliche;
• pubblicità delle bevande alcoliche;
• trattamento e riabilitazione;
• responsabilità dei produttori di bevande alcoliche e del settore ristorazione ed alberghiero;
• la capacità della società di rispondere ai problemi alcolcorrelati;
• le organizzazioni non governative;
• la formulazione, implementazione e monitoraggio della politica.
Per la prevenzione efficace e la riduzione dei problemi alcolcorrelati, i piani nazionali sull’alcol devono supportare le comunità locali nello sviluppo e implementazione di misure efficaci. Le comunità locali devono adottare politiche che impongano obiettivi, identifichino agenzie responsabili e formule di trasparenza, e coinvolgano adeguatamente la ONG. I problemi alcolcorrelati sono minacce serie alla salute pubblica, e dovrebbero essere affrontati in modo adeguato dal sistema sanitario.
Per intensificare l’effetto delle azioni per prevenire o ridurre problemi alcolcorrelati, un gran numero di settori della comunità dovrebbero essere potenziati e coordinati. La funzione di coordinamento può essere paragonata a quella del ragno nella ragnatela, dove il suo compito è di organizzare e coordinare le diverse zone della comunità. È necessario svolgere una funzione di portavoce delle istanze della gente, per aumentare la consapevolezza del pubblico circa le proporzioni del danno alcolcorrelato nella comunità, e per conquistarne l’accoglienza e il favore, anche quando le misure da adottare fossero impopolari.
Un caso specifico, che può essere impopolare ma è efficace, è la restrizione della disponibilità delle bevande alcoliche attraverso una politica di imposizione fiscale efficace, insieme alla limitazione delle ore di apertura e vendita. Questo si dovrebbe applicare ai locali con licenza di vendita, come bar e pub, ma anche ai negozi che vendono bevande alcoliche. Possono anche ridurre in modo efficace i problemi, dei programmi mirati ai gestori, affinchè si rendano conto che il servire bevande alcoliche deve essere fatto in modo responsabile, ma è meglio combinare questi programmi con efficaci controlli di polizia e delle altre autorità responsabili per le licenze.
La disponibilità gioca un ruolo molto importante per quanto riguarda i giovani e l’alcol, dove il rispetto rigoroso dei limiti di età ha dato prova di essere un mezzo particolarmente efficace nella riduzione del bere. Un certo grado di disponibilità tuttavia avviene in contesti sociali, e non solo attraverso esercizi commerciali, come quando i giovani hanno accesso all’alcol dai genitori o amici maggiorenni; questo necessita di un programma di comunità più ampio.
L’istruzione e l’educazione dovrebbero essere combinate con altre misure in una strategia multidisciplinare. L’educazione dei minori è meglio realizzata dalle agenzie di stato ed altre agenzie d’istruzione indipendenti, che hanno la competenza professionale necessaria, e richiamano l’attenzione sulla necessità di avere una generazione di giovani sani. Mentre la ricerca sull’efficacia a lungo termine dell’informazione sui comportamenti a livello scolastico è stata deludente, i programmi per i genitori sembrano molto più promettenti. Questi programmi, confrontando i fattori di rischio e di protezione della salute, sottolineano l’importanza del supporto dei genitori per i ragazzi, ed anche la necessità di imporre limiti, e l’importanza di ritardare l’inizio del consumo alcolico.
Incidenti dovuti al consumo alcolico, violenza e disordine pubblico, sono eventi comuni nelle comunità locali, e richiedono risposte dalle agenzie delle stesse comunità. La regolamentazione ed il rispetto delle regole locali può ridurre efficacemente tali problemi. Per quanto riguarda alcol e guida, mentre i livelli di concentrazione dell’alcol nel sangue sono solitamente decisi a livello nazionale, l’attuazione è di solito una responsabilità locale. È importante che le autorità delle forze dell’ordine diano priorità a questi problemi.
La prevenzione primaria della salute è un ruolo che spetta alla comunità locale. L’efficacia dello screening e degli interventi brevi di riabilitazione per i casi di consumo a rischio è dimostrata dalla letteratura internazionale. Per implementare tali programmi, i professionisti della salute devono svolgere un ruolo attivo ed essere supportati dalle autorità sanitarie. Servizi specialistici sono necessari per i casi più severi di danni alcolcorrelati e dovrebbero essere connessi con altri approcci, professionali e non.
Molti bevitori a rischio hanno un regolare lavoro e sono quindi raggiungibili tramite azioni realizzate sul posto di lavoro. Per sviluppare un’attività significativa in questo campo, è necessario adottare politiche sull’alcol nei posti di lavoro. Tali politiche dovrebbero introdurre regole per il consumo di alcol prima di, e durante le ore di lavoro. Dovrebbero anche introdurre linee guida su cosa fare nei casi di consumo a rischio e di veri e propri problemi alcolcorrelati. Ugualmente, le scuole devono adottare politiche sull’alcol. Esse dovrebbero partire dalla responsabilità che ha la scuola di informare i giovani sull’alcol, di migliorare il clima psico-sociale a scuola, dato che questo può contribuire a creare comportamenti a rischio, e di fornire servizi socio-sanitari quando l’alcol ed i problemi alcolcorrelati sono presenti.
Situazioni ed eventi liberi dall’Alcol
Certi momenti della vita sociale e certe circostanze dovrebbero essere liberi dall’alcol. In particolare, nessun consumo dovrebbe aver luogo durante l’infanzia e l’adolescenza, e nell’ambiente che ruota attorno ai giovani. Altre situazioni e circostanze importanti che dovrebbero essere libere d’alcol sono durante la guida, sul posto di lavoro e durante la gravidanza.
Giovani: quanto prima i giovani incominciano a bere, tanto peggio potrebbero essere le conseguenze. I giovani che hanno incominciato a bere a 14 anni o meno sono più probabilmente disposti a sviluppare la dipendenza sull’alcol, di essere coinvolti in incidenti stradali causati dall’uso di alcol o di subire danni non intenzionali dopo avere bevuto. L’uso pesante di alcol durante l’adolescenza può danneggiare lo sviluppo del cervello, causando perdita di memoria ed altre abilità. È più sicuro tenere i ragazzi fuori dall’influenza dell’alcol, e ritardare l’inizio del consumo di bevande alcoliche.
L’ambiente attorno ai giovani: le pressioni sui giovani a bere alcolici sono aumentate, mentre allo stesso tempo, i fattori di protezione sono diminuiti. Lo sport e gli ambienti del tempo libero, che sono una parte centrale degli spazi sociali dei giovani, hanno legami forti con il consumo alcolico, a causa di pratiche di marketing sempre più aggressive ed estese, e questo può portare a risultati quali risse, con ferite ed altre violenze. Gli ambienti per il tempo libero e lo sport giovanile, liberi dall’alcol e dalla pubblicità dell’alcol, potrebbero aiutare a ridurre la pressione e fornire un ambiente sociale più sicuro per i giovani.
La sicurezza stradale: L’alcol rende inefficace le reazioni psicomotorie nonché il giudizio. Non esiste un livello sicuro, le capacità di guida sono danneggiate a livelli di consumo molto bassi. Ricerche in varie parti del mondo hanno dimostrato riduzioni importanti negli incidenti e mortalità quando i limiti legali di alcol nel sangue sono stati ridotti. L’influenza della legislazione sui livelli di alcol nel sangue dipende però in grande misura dalla capacità di far rispettare la legge, e in particolare, dai controlli casuali (o a tappeto) con l’etilometro.
Sul lavoro: la maggior parte dei luoghi di lavoro sono chiaramente impostati sull’abilità degli impiegati di lavorare con discernimento e di svolgere compiti qualificati. Molti lavorano a contatto con il pubblico, in tal caso impiegati sotto l’influenza dell’alcol costituiscono un pericolo per la salute degli altri e non solo per se stessi. Questo si applica in modo particolare al settore dei trasporti, ma ci sono molti altri settori dove impegni importanti sono richiesti agli impiegati. Da un punto di vista di sanità pubblica quindi, l’alcol non dovrebbe avere alcuno spazio nella vita lavorativa.
Gravidanza: l’alcol passa al bambino attraversa la placenta. Può causare problemi durante la gravidanza e anche danneggiare il feto. Non si sa se c’è un livello sicuro di consumo di alcol in gravidanza. Non è neppure certo se c’è un momento particolare della gravidanza più vulnerabile. Nell’assenza di limiti di sicurezza, l’astinenza dall’alcol durante la gestazione è consigliato e dovrebbe essere incoraggiato. Questioni inerenti le direttive e le raccomandazioni sulle modalità di consumo I governi hanno idee diverse sulla opportunità di pubblicizzare linee-guida su livelli di alcol a basso rischio per la popolazione generale. La ricerca ha dimostrato che possono essere difficili da interpretare e possono essere percepiti come basi “sicure” dalle quali salire per cercare i limiti personali. Linee-guida specifiche valide ovunque nella regione europea non sono consigliabili e l’OMS continua a promuovere il messaggio che “meno è meglio”. Se gli Stati Membri considerano la formulazione di linee di guida per la popolazione di un paese specifico, modalità di consumo e culture esistenti devono essere prese in considerazione.
Gli effetti benefici dell’alcol sulla salute, in particolare sulle malattie cardio-vascolari, sembrano essere collegati a livelli bassi o bassissimi di consumo, al massimo una bevanda alcolica standard al giorno per gli uomini di 70 anni, e meno della metà per le donne della stessa età. Qualunque consumo al di sopra di questi livelli è associato ad un aumento del rischio. Al di sotto dei 40 anni, nessun effetto benefico è stato costatato. Il consumo fino all’intossicazione è sempre associato con un rischio maggiore.
Non ci sono quantità a rischio zero per il consumo di alcol. D’altra parte, non c’è motivo di scoraggiare un consumo a basso rischio nella popolazione adulta, se le situazioni e le circostanze individuali sono state tenute in conto. Queste includono, ma non solo, fattori sociali e medici, come la guida di macchine, la gravidanza, la presenza di cure con farmaci che possono interagire sfavorevolmente con l’alcol, e l’esistenza del rischio di dipendenza. Con il termine “consumo a basso rischio”, s’intende
a. che il consumo regolare è basso
b. che il consumo fino all’intossicazione non ha luogo.
È meglio che linee-guide individuali per bevitori problematici siano forniti da professionisti in un ambiente sanitario, usando gli strumenti disponibili circa le linee-guida. (5). Mentre si discute di abitudini alcoliche con i pazienti, si dovrebbe dare la stessa attenzione al modo di bere, e non solo alla quantità. Mentre c’è evidenza che un consumo leggero su base regolare in certi gruppi di età è associato ad un ridotto rischio per malattie cardiovascolari e diabete del tipo 2, ricerche ben controllate sconsigliano i pazienti dal bere alcolici come medicina preventiva rispetto a queste malattie.

(5) vedi ad.as. T.F.Barbor et al; The Alcohol use Disorders identification test. Guidelines for use in primary care. Geneva, W.H.O., 2001 (http://whqlibdoc.who.int/hq2001/WHO_msd_MSB_01.6a.pdf, accessed 22June 2005)

Giornata di prevenzione dei problemi alcolcorrelati
Una possibilità per aumentare la consapevolezza nella società degli effetti negativi e le conseguenze sociali dell’alcol, è quella di lanciare una giornata nazionale mirata alla prevenzione e la riduzione di problemi alcolcorrelati. Usata in combinazione con altri mezzi a lungo termine, una tale giornata potrebbe essere uno strumento importante nell’aumento dell’informazione sulle dimensione dei problemi alcolcorrelati e quindi ottenere dall’opinione pubblica il supporto a politiche di intervento veramente efficaci.
Sfide recenti e ri-emergenti
L’Alcol fa parte della vita di tutti giorni in molte zone della Regione. Bere è apprezzato per molte ragioni: come una via per socializzare, come una parte della nutrizione e come pausa simbolica che porta sollievo dalle responsabilità quotidiane. L’alcol è familiare e confortante per le persone, ed è difficile prenderne la giusta distanza e mantenere un certo disincanto, per riconoscere ed agire sui problemi che il suo consumo provoca.
Il simbolismo connesso con l’alcol e l’abitudine al bere, spesso impedisce la costruzione di politiche razionali. Quindi la sfida che deve essere raccolta dalle politiche sull’alcol è, allo stesso tempo, l’accettazione della confortevole famigliarità e degli aspetti positivi percepiti del consumo di alcol, e la messa in atto di misure efficaci sulla salute pubblica per prevenire o ridurre il danno alcolcorrelato.
Oltre alle proprietà psico-attive, le bevande alcoliche sono considerate anche come un bene di consumo. La produzione e la vendita di bevande alcoliche, rappresentate dalle industrie connesse, hanno una parte importante in molti paesi europei, fornendo lavoro a molta gente, assicurando la possibilità di alimentare una esportazione costante, e offrendo (ai governi) l’opportunità di incassare imposte. Questi interessi economici e fiscali sono spesso fattori determinanti e importanti nelle politiche sull’alcol, che possono essere visti come barriere alle iniziative di salute pubblica. È importante che vengano diffusi capillarmente i dati negativi riguardati l’alcol ed i suoi effetti sulla salute pubblica, per controbilanciare questi interessi economici.
I controlli e le limitazioni sulla disponibilità dell’alcol si sono dimostrati tra gli approcci più efficaci ed economici per limitare i danni. Tradizionalmente, tali controlli sono stati prerogativa dei governi nazionali o regionali, e quindi sono stati i mattoni di costruzione per i due Piani di Azione consecutivi europei. All’interno dell’Unione Europea, il fatto che chi viaggia attraverso le frontiere ha il diritto di portare quantità per uso personale molto ampie, ha ristretto la possibilità di diversi governi nazionali di controllare la vendita ai residenti, mentre alcuni paesi sono stati costretti a diminuire le accise sull’alcol. Strategie regionali su vasta scala delle industrie di bevande alcoliche, molte delle quali fanno appello ai giovani, dimostrano la natura trans-nazionale del marketing moderno.
La crescita di accordi commerciali aperti e mercati comuni, e più generalmente i processi di globalizzazione, hanno indebolito sostanzialmente la capacità dei governi di usare alcuni degli strumenti più efficaci per prevenire e ridurre problemi alcolcorrelati, nei modi più appropriati alle loro culture. C’è quindi un bisogno, dal punto di vista della salute pubblica, di un’azione internazionale concertata, per riconoscere chiaramente che l’alcol è un bene di consumo del tutto particolare, tenuto conto dei gravi danni associati al suo consumo.




 
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Piano d'Azione Europeo sull'Alcol (1992-1999); Piano d'Azione Europeo sull'Alcol (2000-2005)

(Traduzione italiana a cura di Istituto Superiore di Sanità e Eurocare Italia)

Nel 1992, lUfficio Regionale per lEuropa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è stato il primo ufficio a lanciare un Piano d'Azione Europeo sull'Alcol (PAEA) che gettasse le basi per la definizione e la realizzazione di politiche efficaci di prevenzione e riduzione delle problematiche alcol correlate negli Stati Membri. Il Piano non ha proposto un modello unico e indifferenziato di intervento su tutta la regione: tenendo in considerazione le proprie peculiarità socio-economiche e culturali, i singoli Stati Membri sono stati incoraggiati a definire quali tra le azioni indicate potessero risultare più adeguate e maggiormente efficaci nel proprio contesto. Il PAEA ha avuto come primo effetto quello di aver creato un movimento a livello europeo che avesse l'obiettivo di incidere a livello politico, sociale e culturale, sulla promozione della salute e del benessere della comunità europea nei termini della riduzione delle problematiche alcol correlate.

Il primo PAEA (1992-1999) è stato seguito da un successivo Piano d'Azione Europeo sull'Alcol (2000-2005) che ha definito risultati attesi chiaramente identificabili e le azioni per ottenerli, individuando 10 aree di intervento strategiche e misure riguardanti: informazione e educazione, ambienti pubblici, privati e lavorativi, sicurezza stradale, disponibilità di prodotti alcolici, trattamento, promozione delle bevande alcoliche, responsabilità dellindustria di bevande alcoliche e del settore della distribuzione e della vendita, capacità della società a dare risposte ai danni alcol correlati, il ruolo delle organizzazioni non governative, formulazione, realizzazione e monitoraggio delle politiche.

piano azione europeo


Carta Europea sull'Alcol - Parigi, 12-14 dicembre 1995

(Traduzione italiana a cura di Ministero della Sanità, in collaborazione con Fondazione Istituto A. Devoto, Eurocare Italia e Società Italiana di Alcologia)

Nel 2005, si è tenuta a Parigi la Conferenza Europea su Salute, Società e Alcol organizzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Tra i 371 partecipanti, erano presenti 180 rappresentanti ufficiali di 46 dei 49 Stati Membri della Regione Europea dell'OMS.

Nel corso della conferenza, è stata adottata la Carta Europea sull'Alcol, che invita tutti gli Stati Membri a promuovere politiche sanitarie, sociali e fiscali sull'alcol che siano globali e condivise e ad attuare programmi che perseguano obiettivi specifici verso la riduzione delle problematiche legate al consumo di alcol attraverso il rispetto di cinque principi etici e l'identificazione di dieci strategie d'intervento.

Le dieci strategie della Carta Europea sull'Alcol hanno costituito la struttura di riferimento per il Piano d'Azione Europeo sull'Alcol 2000-2005.

carta europea

 

Dichiarazione su Giovani e Alcol Stoccolma, 19-21 febbraio 2001

(Traduzione italiana a cura di Istituto Superiore di Sanità e Eurocare Italia)

La Conferenza Ministeriale Young People and Alcohol, organizzata dall'OMS e tenutasi a Stoccolma nel 2001, ha posto l'attenzione sulle problematiche alcolcorrelate come prima causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 29 anni in Europa: un decesso su 4 in questa fascia di età infatti (circa 55.000 morti l'anno) risulta essere associato ad incidentalità stradale, avvelenamento, suicidi o forme di violenza associate all'uso dell'alcol. Partendo dai cinque principi etici espressi nella Carta Europea sull'Alcol, la Dichiarazione si muove nella direzione della protezione di bambini e giovani dalle pressioni e dalle conseguenze che subiscono, direttamente o indirettamente, dal consumo di bevande alcoliche. In particolare, l'OMS riconosce ai giovani il ruolo di importante target per il marketing di prodotti alcolici e sottolinea la necessità di intervenire con una seria regolamentazione sulla promozione pubblicitaria e sulle pressioni mediatiche al bere.

dichiarazione stoccolma

 

Alcol e Salute Pubblica in Europa - 2007

(Traduzione italiana a cura di Eurocare Italia)

Questo breve rapporto si basa su uno studio più ampio che è stato prodotto, su incarico della Commissione Europea, da Peter Anderson e Ben Baumberg per conto dell'Institute of Alcohol Studies (Inghilterra).
L'obiettivo di questa pubblicazione è aumentare le conoscenze e la consapevolezza dei problemi causati dal consumo di alcol non solo tra i professionisti del settore ma anche tra coloro che in qualche modo incrociano i problemi alcol correlati nel lavoro e in altri ambiti. Questo rapporto rappresenta inoltre un importante riferimento per i decisori politici, dal momento che presenta anche un analisi indipendente e completa sull'efficacia delle politiche alcologiche e delle buone prassi implementate nei diversi paesi europei.

 

report tradotto