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Percorsi culturali e comunità terapeutica |
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La comunità terapeutica ha radici molto profonde nella ricerca nel campo della salute mentale finalizzata a superare la condizione dell'internamento che ha caratterizzato il manicomio. Ma comunità terapeutica è anche diventata nell'immaginario collettivo, un luogo salvifico e riparatore dei devianti che disturbano con il loro comportamento. Comunità terapeutica rappresenta un sottile modo di reinterpretare il manicomio alla luce di un desiderio di ricomporre l'ordine morale: la ricostruzione dei valori normanti, molto spesso virtuali e molto poco virtuosi. Comunità terapeutica è luogo mitico della buona pratica del volontariato accogliente che ostenta la gratuità a pagamento, la cui efficacia non è valutabile senza compiere il reato di lesa maestà. Comunità terapeutica diventa luogo comune che perde le sue radici e si approssima al collegio di correzione di antica memoria. Proprio per questo offriamo una rivisitazione degli elementi che riportino il concetto al suo reale significato. (comunita) Franco Marcomini
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La biografia di Vladimir Hudolin è reperibile in numerosi testi e siti internet e pertanto ognuno ha la possibilità di reperire le notizie essenziali sulla sua vita. Vi propongo, sotto il titolo "note biografiche", un percorso attraverso il quale cercherò di trasmettervi come io ho percepito l'esperienza dell'incontro di Hudolin dal 1983 al 1996, circa tredici anni che corrispondono al tempo trascorso dalla sua scomparsa. Si tratta pertanto di ricordi cronologicamente molto lontani, ma non per questo meno vividi ed attuali. Aggiungo un congruo tempo di ponderazione e di rielaborazione intorno ai molti aspetti professionali, culturali ed umani, sempre tesi all'innovazione, senza mai cedere alla suggestione del nuovismo, che Vladimir Hudolin ha saputo trasmettermi ed io ho potuto percepire e comprendere. Parto dall'invito a rileggere uno dei suoi ultimi testi che troverete nel sito. Non intendo fare presentazioni, ma semplicemente augurarvi buona lettura. Tra qualche tempo riprenderò, intorno al testo, un percorso nella memoria, radicato nel presente e proiettato nel futuro, costruendo un'immagine così come l'ho vissuta e la vedo. Lo farò anche attraverso commenti di altri testi, ricordi episodici ed aneddotici, considerazioni sulla sua carriera professionale, squarci di intuizioni scientifiche e culturali che rappresentano ancora oggi terreno di crescita, di innovazione, di maturazione umana e professionale, un patrimoni straordinario contenuto nel suo approccio ecologico sociale. Buona lettura. Consulta il testo di Hudolin.
testo hudolin
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Operatore della salute nella comunità sui problemi alcol e droga correlati |
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Voglio offrirvi un vecchio testo attualmente estremamente innovativo che ha il titolo Alcolismo, ma che nella versione originale, in inglese, titolava "operatore della salute nella comunità sui problemi alcol e droga correlati". Quel testo ci fu indicato da Vladimir Hodolin che ne fu co autore insieme ad un gruppo internazionale di esperti che si muoveva intorno ai temi dei programmi comunitari e di assistenza primaria, applicati anche la campo del consumo di alcol e/droghe illegali. Lo traducemmo Andrea Noventa ed io e poi fu pubblicato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Ritengo che quel testo, pur rivisto alla luce delle molte esperienze che si sono fatte in questi anni, rappresenti un punto di riferimento fondamentale che richiama la necessità di costruire programmi di comunità locale, caratterizzati da un forte impegno verso la partecipazione. Quell'operatore della salute nella comunità per i problemi alcol e droga correlati, ha trovato concreta realizzazione nel servitore insegnante dei programmi alcologici territoriali dei club degli alcolisti in trattamento. La lettura e la riflessione su questo testo rappresenta una tappa importante nel processo formativo in campo alcologico. Alcolismi.
Franco Marcomini |
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Sono trascorsi 25 anni da quella straordinaria esperienza costruita insieme a Padre Danilo Salezze e ad Andrea Noventa, nella quale invitammo Hudolin ed altri a riflettere sul concetto di comunità terapeutica che allora era ai suoi primi passi tra ragioni umanitarie di accoglienza, ricerca di modelli innovativi dell'alcolismo e delle altre forme di disturbo del comportamento, riduttivamente inclusi nel termine generico, e per certi versi non del tutto esaustivo, di dipendenze, tentativo, piuttosto palese, di liberarsi di soggetti scomodi, come si usava con i manicomi. Quel dibattito fu ricco di spunti che permisero la sperimentazione di modelli innovativi ed inconsueti, e rimane ancora un punto di riferimento cogente nella sua domanda di senso nei confronti di un fenomeno, quello delle impropriamente definite "comunità terapeutiche", che rischia di tradire le sue stesse premesse di inclusione in una confusione moralista e custodiale che perde la forza stimolante di richiamare le comunità locali, le famiglie, non alle loro colpe, ma alle loro responsabilità. Riprenderà quel cammino riflessivo il 10-11 dicembre 2009 con un seminario sulla comunità terapetuica di cui forniremo presto il programma aprendo le iscrizioni. Comunità
Franco Marcomini |
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