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Alcol e Pubblicità
Progetto A.M.M.I.E.(Alcohol Marketing Monitoring in Europe) PDF Stampa E-mail

 

La regolamentazione dei messaggi pubblicitari sulle bevande alcoliche è tra le strategie  identificate nell'EU Alcohol Strategy per ridurre i danni alcolcorrelati nella popolazione generale e con un riferimento particolare a quella giovanile. Questo progetto ha l'obiettivo principale di costruire uno strumento di monitoraggio rigoroso che possa permettere alla Commissione Europea e agli Stati Membri di definire linee guida per migliorare la normativa vigente nell'ambito della promozione delle bevande alcoliche a livello europeo.

La prima forma di regolamentazione della pubblicità delle bevande alcoliche in Italia risale al 1991, con il D.M. 425, lo stesso che vietava tassativamente ogni forma di pubblicità televisiva e di sponsorizzazioni delle sigarette e di ogni altro prodotto del tabacco. L'art. 2, riguardante le bevande alcoliche, vieta la pubblicità televisiva di bevande alcoliche che sia rivolta espressamente ai minori o li rappresenti intenti al consumo, colleghi il consumo di alcol a prestazioni fisiche rilevanti, al successo sessuale o sociale, o alla guida di veicoli, ne incoraggino l'uso eccessivo o induca a credere che l'alcol possieda proprietà terapeutiche (che agiscono a livello fisico e psicologico) o presenti negativamente l'astinenza.

La Legge 125/2001, prima Legge Quadro in Materia di Alcol e Problemi Alcolcorrelati, dedica l'art. 13 alle disposizioni in materia di pubblicità: esso ribadisce il divieto di attribuire efficacia terapeutica alle bevande alcoliche pubblicizzate, di rappresentare minori intenti al consumo, e di trasmettere tali spot all'interno di programmi rivolti ai minori o comunque nella fascia oraria tra le 16 e le 19.

L'importanza della Legge Quadro sta nel fatto che, oltre a definire le linee di condotta generali da seguire rispetto ai contenuti dei messaggi pubblicitari, dispone anche in merito al controllo che ciò venga effettivamente realizzato. Il comma 1 decreta infatti che  “le emittenti radiotelevisive pubbliche e private e le agenzie pubblicitarie, unitariamente ai rappresentanti della produzione, tenuto conto anche dell'esigenza di valorizzare le produzioni tipiche ed a denominazione di origine controllata, adottano un codice di autoregolamentazione sulle modalità e sui contenuti dei messaggi pubblicitari relativi alle bevande alcoliche e superalcoliche”.

Due sono i principali organi di controllo a livello nazionale.

Partendo dalla Legge Quadro, lo IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria), già esistente e dotato di un codice di autoregolamentazione dei messaggi pubblicitari, ha integrato i contenuti dell'art. 22 relativo alle bevande alcoliche, così da renderlo normativa di riferimento. Oltre a definire le linee di condotta infatti, questo Istituto ha il compito anche di fungere da organo di controllo del rispetto del suo stesso Codice ed eventualmente di intervenire, laddove non rispettato, con istanze di ingiunzione che dispongano il ritiro del messaggio pubblicitario dai mezzi mediatici. L'attività di controllo effettuata dallo IAP può essere integrata da chiunque: le segnalazioni di potenziali violazioni infatti possono essere effettuate anche da qualunque privato cittadino attraverso un modulo presente sul sito www.iap.it indirizzato al Comitato di Controllo.

La scelta di aderire a tale Codice da parte delle aziende, tuttavia, è libera e non obbligatoria.

Un altro organo di controllo del rispetto della normativa vigente nell'ambito della pubblicità, a maggior valenza istituzionale, è l'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), anch'essa aperta ad accogliere segnalazioni provenienti dai cittadini.

 

Il Progetto AMMIE si articola in diverse azioni finalizzate a valutare la validità e il rispetto della normativa vigente, definendo il quadro culturale che ne scaturisce. Tra le azioni principali del progetto c'è proprio quella di effettuare un monitoraggio costante e a tappeto delle pubblicità di bevande alcoliche attualmente in circolazione per valutare il loro grado di aderenza alla normativa e il modo di gestire eventuali segnalazioni da parte degli organi di controllo.

Fino al mese di settembre 2010, l'azione di monitoraggio ha portato ad identificare 12 pubblicità che si è ritenuto non essere il linea con la normativa vigente in Italia e che sono state segnalate sia allo IAP che all'AGCM: lo IAP ha ritenuto che tre di queste violassero il Codice di Autodisciplina (comunicazione commerciale ingannevole, riferimento troppo esplicito ai minori e incoraggiamento al consumo) e ha dunque proceduto ad emettere un'ingiunzione di desistenza che ha portato alla sospensione della loro diffusione mediatica.

Nel progetto AMMIE, i giovani hanno un ruolo fondamentale: è infatti coinvolto un campione di circa 40 ragazzi dai 13 ai 17 anni che vengono regolarmente intervistati riguardo alla percezione che registrano relativamente ai messaggi veicolati dalla promozione delle bevande alcoliche.

 

Un'attenzione particolare viene rivolta a tutti quegli aspetti appartenenti alla cornice culturale che hanno un ruolo determinante nell'orientare, direttamente o indirettamente, le scelte comportamentali legate al consumo di bevande alcoliche laddove la legislazione non arriva, in particolare rispetto al mondo giovanile. Per esempio vengono considerate tutte le azioni promozionali che rappresentano ormai un trend, come gli “happy hours”, i “bevi quanto puoi” o gli eventi “pub crowl” che, con il pretesto di voler contribuire a far divertire le persone, incentivano i giovani a consumare di più a un minor prezzo. Viene analizzato il livello di esposizione e visibilità di un marchio agita non solo attraverso la pubblicità “diretta”, ma anche indirettamente, attraverso la sponsorizzazione di società o eventi sportivi, eventi culturali, la produzione di linee di abbigliamento, la promozione di eventi attraverso le reti internet o i social network, il cui uso ha visto una diffusione capillare nel mondo giovanile.

Tutti elementi che, nel loro insieme, contribuiscono a definire un quadro culturale dove non solo il consumo di alcol da parte dei giovani è considerato un comportamento “normale”, anche nelle modalità di assunzione finalizzata all'intossicazione (“binge drinking”), ma gli viene riconosciuto anche un ruolo positivo e strumentale di facilitatore del divertimento e delle relazioni sociali e di induttore di esperienze emozionali.

 

Il progetto, condotto a livello europeo, coinvolge Organizzazioni Non Governative nazionali indipendenti in Italia (Ass. Eurocare Italia), Germania, Danimarca, Bulgaria e Paesi Bassi.


 

 

 

 
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I documenti e le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolineano da tempo la necessità di proteggere i minori e i giovani dai messaggi promozionali delle bevande alcoliche.

Già nel 1995 la Carta Europea sull’Alcol, sottoscritta da tutti gli Stati Membri della Regione Europea, stabiliva che “tutti i bambini e gli adolescenti hanno il diritto di crescere in un ambiente protetto dagli effetti negativi che possono derivare dal consumo di alcol e, per quanto possibile, dalla pubblicità di bevande alcoliche”. Anche negli obiettivi individuati nella Dichiarazione di Stoccolma, in occasione della Conferenza Ministeriale Europea su Alcol e Giovani del 2001, si fa riferimento alla necessità di ridurre al minimo le pressioni esercitate sui giovani per indurli al consumo di bevande alcoliche in termini di promozioni, pubblicità, e ogni altra forma di strategia di marketing. I Piani d’Azione Europei e la più recente Framework for Alcohol Policy in the European Region dell’OMS ribadiscono l’esigenza di individuare meccanismi di controllo e di monitoraggio nel campo della promozione delle bevande alcoliche.

Tali meccanismi rivestono particolare importanza in quanto la Raccomandazione del Consiglio Europeo del 2001 ha rilevato che sempre più alcolici vengono prodotti e promossi per attirare i giovani e ha dunque stabilito che le azioni di promozione e marketing delle bevande alcoliche non dovrebbero avere come target i bambini e gli adolescenti e non dovrebbero essere prodotte o promosse per attrarre i giovani.

L’Ass. Eurocare Italia da alcuni anni collabora a progetti europei sul tema del marketing dell’alcol. Nel periodo 2005-2007 ha partecipato al Progetto ELSA (Enforcement of national Laws and Self-regulation on advertising and marketing of Alcohol).
In seguito ha collaborato al Progetto EUCAM (European Centre for Monitoring Alcohol Marketing). E' link col sito www.eucam.info

Eurocare Italia ha partecipato ad un progetto realizzato in collaborazione con il Ministero della Solidarietà Sociale - Coordinamento Attività Ex DNPA, all’interno del quale è stata condotta e redatta una ricerca, attraverso la somministrazione di un rating panel presso un liceo psico-pedagogico di Padova (114 soggetti), con elaborazione statistica dei dati (Relazione Alcol e Marketing)

E' possibile altresì visionare altri esempi di pubblicità proposta da varie produttori di bevande alcoliche per constatare i continui messaggi ingannevoli proposti dalle varie industrie di produttori. il lavoro scaricabile è stato fatto dal CAR (Centro Alcologico Regionale ) di Firenze.  pubblicità