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L’Italia già alla fine del 2004 si collocava al terzo posto fra i paesi che giocano di più al mondo, preceduta solo da Giappone e Regno Unito. Il mercato italiano, che nel 2004 rappresentava il 9% di quello mondiale, oggi è più che raddoppiato.
Se analizziamo la spesa pro-capite nel 2008, l’Italia ha il primato mondiale con oltre 790 euro annui a persona (neonati compresi), e in Regioni quali Sicilia, Campania, Sardegna e Abruzzo le famiglie investono in gioco d’azzardo il 6,5% del proprio reddito. A fronte di un’evidente contrazione dei consumi familiari negli ultimi anni, cresce la voglia di giocare nella speranza del colpo di fortuna; la spesa in Italia per il gioco d’azzardo passa dai 14,3 miliardi di euro incassati nel 2000, ai 18 del 2002, ai 23,1 raccolti nel 2004, ai 28 nel 2005, ai 35,2 miliardi di euro nel 2006, ai 42 nel 2007, ai 47.5 miliardi del2008 (più 332%).
Il gioco d’azzardo si può dividere in tre categorie:
1 a sorte (lotto, bingo, slot-machine)
2 pronostici (scommesse sportive, ippiche….)
3 skill game – giochi di “abilità” (poker)
Tra il 2007 e il 2008 (col decreto Bersani sulle liberalizzazioni) vengono promossi i giochi che “raggiungono l’utente” (sms, telefonici, digitale terrestre) e dall’agosto 2008 è reso legale il gioco d’azzardo on-line (ma con limitazioni); nel 2009 (decreto n.39 del 28 aprile 2009 “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo”) nascono: nuove lotterie ad estrazione istantanea, nuovi giochi numerici a totalizzazione nazionale con estrazioni giornaliere (Win for Life), giochi on-line senza limitazioni: giochi di sorte a quota fissa (quindi anche Roulette, il gioco dei Dadi, ecc) e giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo (quindi anche le partite a poker in solitario con il computer).
Il gioco in Italia esiste da secoli ma negli ultimi tempi è profondamente cambiato e il lotto è il primo gioco d’azzardo istituito formalmente nel 1576 a Genova.
Nel 1905 le Entrate del gioco d’azzardo costituivano il 5% delle risorse dello Stato (sotto la voce Entrate Speciali),fino al 1992 l’azzardo viene però considerato un “disvalore” dal 1996 al 2002 diventa “politica fiscale”. Dal 2003, con l’autonomia dell’AAMS diventa “politica aziendale”.
Piuttosto esplicito il documento del precedente Vice Ministro dell’Economia Visco (Linee guida 2007-2009 della politica fiscale) che parlò chiaramente di “sviluppare e consolidare l’industria del gioco” . I sistemi per la diffusione del gioco. Giornali, televisioni, siti e pubblicità su internet, radio, poster, manifesti…
Il gioco patologico è un disturbo ossessivo compulsivo: la mente è dominata dall’idea ossessiva del gioco, e solo giocando si calma, temporaneamente, l’angoscia. Quando rigioca lo fa aumentando le somme per avere la sensazione di euforia. Si parla di comportamento patologico quando si verificano almeno 4 dei seguenti criteri:
1 coinvolgimento sempre crescente nel gioco d’azzardo
2 bisogno di aumentare le somme giocate per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato
3 stato di irrequietezza e irritabilità se si tenta di smettere o giocare meno.
4 gioca per cercare conforto o fuggire da sensi di colpa, ansia, depressione, disperazione.
5 se perde ritorna spesso a giocare per rifarsi.
6 mente in famiglia e con gli altri per nascondere il grado di coinvolgimento
7 compie azioni illegali (falso, truffa, furto, appropriazione indebita) per finanziare il gioco.
8 mette a rischio o perde una relazione importante, un lavoro, un’opportunità di formazione o di carriera a causa del gioco
9 confida negli altri perché gli forniscano il denaro necessario a far fronte a una situazione economica disperata causata dal gioco
10 riporta reiterati e inutili sforzi per tenere sotto controllo l’attività di gioco, per ridurla o per smettere di giocare.
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Dott. Zanda : gioco d'azzardo
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