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Alcol e Donna
alcol e gravidanza PDF Stampa E-mail
Scritto da Lisa Nadir   

Dr.ssa Lisa Nadir

Alcol e gravidanza – da il Sole 24 ore

 

Che l`abuso di alcol sia dannoso è noto. Che sia ancor più nocivo durante la gravidanza pare ovvio. Eppure il 58% delle donne consuma saltuariamente alcolici anche durante la gestazione, secondo uno studio della Charitè-Università medica di Berlino.

Le future mamme non sembrano rendersi conto dei rischi cui espongono il nascituro. Secondo dati diffusi dal ministero della sanità tedesco sono circa diecimila i bambini nati in Germania che soffrono della Fasd (Fetal Alcohol Spectrum Disorders), che comporta una serie di disturbi legati al consumo materno di alcol durante la gravidanza. Il 40% di questi bambini, poi, soffre della forma più grave di Fasd, la Fas (Fetal alcohol syndrome), una disabilità fisica e mentale che può colpire il sistema nervoso centrale e causare l`arresto della crescita del feto. La Fasd è oggi la patologia neonatale più diffusa in Germania: colpisce il doppio delle volte rispetto alla sindrome di Down, con la differenza che, al contrario di quest`ultima, può essere prevenuta nel 100% dei casi.

Sabine Bätzing, incaricato del Governo tedesco per le dipendenze, sottolinea che non esiste alcuna soglia minima di sicurezza per il consumo di alcol durante la gravidanza. Sarebbe quindi essenziale una totale astinenza nei nove mesi che precedono la nascita.

Non tutti, però, sembrano d`accordo: il quotidiano inglese "The Sun" ha riportato il parere del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists secondo cui bere una modica quantità di alcol durante la gravidanza non comporterebbe alcun rischio. E pur assicurando che ubriacarsi è assolutamente sconsigliabile, il portavoce Tim Draycott arriva a minimizzare i dati diffusi dall`Nhs  (National Health Service), secondo cui i bambini inglesi nati con la Fas sarebbero 6000 all`anno. Per il Royal College l`incidenza della Fas sarebbe in realtà solo dello 0,6 per mille (quindi appena 600 casi).

"Non possiamo chiedere alle future mamme di bere bottiglie di chardonnay per vedere quando iniziano a manifestarsi i primi effetti sul bambino", commenta Lucy Betterton, portavoce del Nice (National Institute for Health and Clinical Excellence). "Visto che non ci sono dati certi sulla soglia di sicurezza, l`unica cosa che si può dire è che si deve rinunciare all`alcol almeno per i primi tre mesi della gravidanza".

Oltre a non alzare il gomito, le donne in dolce attesa dovrebbero seguire anche altri piccoli ma importanti consigli: non fumare, evitare formaggi freschi e cibi crudi, mangiare poco pesce grasso (come tonno e sardine), lavare accuratamente frutta e verdura. Occhio anche a caffè (non superare le 3 tazzine al giorno), coca-cola e cioccolato (massimo 50 grammi al giorno).

 

 
Alcol e Gravidanza PDF Stampa E-mail
Scritto da Lisa Nadir   


Il problema dell’uso dell’alcol in gravidanza è un grosso problema che fino a questo momento non è stato mai considerato abbastanza e nelle sua interezza. Se, in verità si è fatto molto per il fumo non si è fatto abbastanza per l’alcol. Molte sono le campagne di sensibilizzazione che sono state fatte per disincentivare il fumo durante questo particolare momento della vita di una donna, evidenziando i danni che conseguono all’uso del tabacco ma nulla o poco è stato fatto nei riguardi dell’uso dell’ alcol. Ora Eurocare International si sta attivando entro il 2010 verrà organizzato un seminario a Bruxelles durante il quale verranno trattati il tema: alcol e gravidanza. Questo seminario raccoglierà tutte le iniziative sviluppate a livello di singoli paesi europei a questo proposito è importante sottolineare l’importanza della sensibilizzazione verso questo problema.

Bisogna far conoscere quali e quanti sono i danni legati all’uso dell’alcol durante la gravidanza in quanto sono danni che non vanno a colpire solo la donna ma anche il feto che può sviluppare diverse patologie tra cui la più importante risulta esser la Sindrome Fetoalcolica(FAS).

L’alcol è una molecola che ha effetti teratogeni che può quindi danneggiare lo sviluppo del feto che come ben sappiamo ha una limitata capacità di metabolizzare l’alcol. I danni relativi sono legati al periodo dell’uso e alla quantità dell’alcol ingerito. Gli unici dati sul consumo di alcol in gravidanza sono quelli emersi da uno studio multicentrico del 2003 condotto dal Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio su 122 partorienti.

Di seguito si riporta la bozza di un manuale per gli operatori,

elaborato dal Centro Alcologico Regionale della Toscana.

A breve ne è prevista la pubblicazione.

vedi alcol e gravidanza manuale

 

 
Il danno alcolcorrelato nei bambini PDF Stampa E-mail

Più di 7 milioni di bambini nell'EU (9%) vivono in famiglie negativamente influenzate dalla presenza dell'alcol.

Il consumo di alcol da parte dei genitori può influire sull'ambiente in cui un bambino creando problemi finanziari, conflitti coniugali e modelli di comportamento negativi.

Numerosi studi hanno riportato che una varietà di disordini mentali e comportamentali nell'infanzia sono molto più comuni tra i bambini di forti bevitori rispetto agli altri.

Inoltre, il rischio di abuso sui bambini è più alto in famiglie dove i genitori sono forti bevitori.

L'alcol è la causa di abuso sui bambini nel 16% dei casi (un caso su sei di abuso sui bambini è dovuto all'alcol).

Danni sul nascituro: l'alcol è una sostanza tossica che provoca danni al nascituro: bere durante la gravidanza è tra le cause principali di danni alla nascita con conseguenze sul lungo termine.

L'alcol è responsabile di 60.000 nascite sottopeso ogni anno nell'EU.

La FAS (Sindrome Feto-Alcolica) e la FASD (Disordine dello Spettro Alcol-Fetale): l'esposizione prenatale all'alcol può essere associato a un pattern specifico di deficit intellettuale che si manifesta nel corso dell'infanzia, includendo una riduzione nel funzionamento intellettuale in generale e  nelle abilità accademiche, così come un deficit nell'apprendimento verbale, nella memoria spaziale e nel ragionamento, nei tempi di reazione, nell'equilibrio, e in altre abilità cognitive e motorie. Alcuni deficit, come i problemi del funzionamento sociale, sembrano peggiorare nel corso dell'adolescenza o nell'età adulta, contribuendo all'aumento dell'incidenza di disordini mentali.

Anche se questi deficit sono ben più gravi e sono stati più estesamente documentati nei bambini con FAS, i bambini che nella fase prenatale sono stati esposti a livelli inferiori di alcol possono mostrare problematiche simili in misura dose-dipendente, aggravati da intossicazioni episodiche.

Secondo un recente studio condotto in Italia, la prevalenza di FAS tra i bambini di prima elementare variava tra 3.7 e 7.4 per 1000 – superiore rispetto alle stime precedenti su tale disordine nell'Europa dell'Ovest. Anche il tasso di FASD era alto – da 20.3 a 40. 5 per 1000 bambini. Sulla base di questi elementi, l'alcol sarebbe la prima causa di deficit alla nascita e la più comune causa di disabilità mentale, più comune della Sindrome di Down (1 per 600 nascite) e della Spina Bifida (1 per 700 nascite).

Anche a basse quantità di consumo medio, in particolare durante il primo trimestre di gravidanza, l'alcol può incrementare il rischio di aborto spontaneo, di nascite sottopeso, di un ritardo nella crescita intrauterina.

Ci sono inoltre alcune evidenze che l'alcol possa ridurre la produzione di latte durante l'allattamento.

Il 23% dei decessi di bambini e giovani tra 0 e 15 anni sono dovuti all'alcol.

Il 19% degli omicidi di bambini sono dovuti all'alcol.

Fonte: www.eurocare.org

 

 
violenza domestica donna e alcol PDF Stampa E-mail

 

 

 

Alcol e violenza domestica

Da studi fatti è sempre più evidente che alcol e violenza vanno di pari passo, l’alcol risulta tra i principali fattori di violenza domestica tra le donne. L’alcol è una scusa socialmente accettabile per il comportamento violento dei partners. Dalla convinzione che l’uso di alcol o altre sostanze sia causa della violenza domestica deriva l’idea che il trattamento per la dipendenza da sostanze possa farla cessare. Ciò non tiene conto del fatto che tale comportamento si configura come una precisa strategia di controllo per tenere in pugno la vittima e che non corrisponde soltanto a scoppi isolati di violenza verbale e/o fisica legata a un calo delle inibizioni. Donne maltrattate con partner alcolisti riferiscono che durante il trattamento le espressioni di violenza non solo continuano, ma spesso aumentano di intensità e pericolosità rispetto al periodo precedente l’astinenza. Nei casi in cui le donne riferiscono una diminuzione del maltrattamento fisico durante il trattamento dei partners, spesso dichiarano un incremento di altre forme di controllo e coercizione: minacce, manipolazioni e aumento delle manovre di isolamento (Minnesota Coalition for Battered Women, 1992). La tolleranza sociale verso la violenza domestica, non solo contribuisce alla sua esistenza (effetto di rinforzo), ma può anche interferire sul suo protrarsi nel tempo e sulla percezione di legittimità da parte di coloro che maltrattano. La donna all’interno di una relazione violenta si sente incapace e di conseguenza sviluppa una bassa autostima che si somma ad ansia e depressione. Il partner dominante sviluppa una non realistica e alterata stima di sé ed é dipendente dalla sua vittima per mantenere il suo senso di potere.

Con queste considerazioni ci rendiamo conto che il problema è molto complesso, certo è comunque che anche l’alcol può sicuramente essere causa di questi comportamenti.L’uso di alcol può evidenziare comportamenti disfunzionali facendo emergere aspetti di personalità che portano ad azioni di abuso.(Finkelor,1984; Downs e Miller,1995). Miller,B.A.,1996, ha cercato di trovare un legame fra l’uso dell’ alcol nelle donne e la loro vittimizzazione nelle relazioni di fiducia e dagli studi effettuati emerge che c’è un legame molto stretto tra le donne che hanno subito violenza e il loro uso di alcol per riuscire ad affrontare le sofferenze legate al dramma che vivono. Non dimentichiamo che l’uso di alcol da parte delle donne aumenta la loro fragilità esponendole una volta di più ad abusi.Sarebbe pertanto opportuno che fosse fatto uno screening per il comportamento violento alle donne dipendenti da alcol.Ci sono studi che dimostrano che chi nell’infanzia ha subito violenza è più facilmente esposto alla possibilità di sviluppare una dipendenza da alcol.Irons e Schneider (1997) hanno presentato un modello esplicativo sulle somiglianze delle dinamiche della violenza domestica e della dipendenza da sostanze, in entrambi i casi c’è: perdita di controllo, continuazione dei comportamenti disfunzionali, ossessività, sviluppo di una dipendenza. Quindi la violenza in famiglia è un fattore di rischio non solo per ulteriori atteggiamenti di violenza ma anche per l’insrgere di dipendenze.Si ritiene comunque importante riportare il testo integrale di un’indagine fatta nel 2006 dall’ISTAT in collaborazione con la Presidenza del Ministri –Dipartimento dei Diritti e le Pari Opportunità - l’Unione Europea, Ministero dell’Interno –Dipartimento della Pubblica Sicurezza - Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale, sulla violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia.

Testo integrale

Violenza tavole

Violenza appendice

Dr.ssa Teresa Bruno: Alcol e violenza domestica